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lunedì 25 novembre 2013

Milano City Marathon 2014, sei dei nostri? :)

Ciao a tutti, come state? :) 
Io oggi ho ripreso la palestra dopo 3 settimane di stop forzato, un po' per influenza e un po' per problemi alla mia gambetta, ma va beh, tutto passa e l'importante è ricominciare sempre! 
Oggi sono qui a chiedervi un piccolo aiuto e una piccola partecipazione, so che ormai siete in tanti a leggermi (silenziosi o no), il 6 aprile 2014 si terrà la ormai famosa Milano City Marathon, e quindi sportivi e non, che ne dite di aiutarci? Basta davvero poco! Ci saranno persone amputate e normodotate, tutte insieme per correre contro ogni pregiudizio. Quindi la domanda è: 



Lunedì 2 Dicembre, si terrà una piccola riunione presso lo spazio "Chi Ama Milano" in via Laghetto n.9 (praticamente parallela a via Larga), in cui inizieremo a riunire tutti i volontari interessati a partecipare con noi a questa meravigliosa maratona, ci date un aiutino?? :) Sarebbe bello se partecipaste in tanti (piccola parentesi per dirvi che, visto che terremo la riunione in uno spazio libero, se ognuno di noi portasse qualcosa ne uscirebbe anche un aperitivo carino).


Quindi, è vero che siete tutti bravi e buoni (anche perchè a breve è Natale) e ci date questa piccola mano? Ho già iniziato ad avere qualche adesione, per cui su dai non mi deludete. 
Per ogni chiarimento o delucidazione e soprattutto per comunicarmi la vostra presenza nell'incontro di lunedì, mi potete contattare su facebook nel mio profilo privato Alessandra Calzolaio oppure all'indirizzo mail Noi Amputati oppure commentando questo post, oppure i modi ci sono.. dai dai dai, confido tanto in voi! 
Grazie 
Vi Abbraccio 

Ale

martedì 5 febbraio 2013

La Testimonianza: Braccio di Ferro & Gamba di Legno


Quella che vi vorrei raccontare oggi è la storia di due pazzi, come li definisco io, ma due pazzi dalla forza di volontà che supera qualsiasi tipo di barriera. Vi sto parlando di Emiliano Malagoli e Matteo Baraldi, due ragazzi che, dopo essere stati vittime di incidenti stradali in sella alle proprie moto, hanno deciso di tornare a gareggiare sulle stesse selle che tempo fa hanno provocato l'amputazione dei loro arti. 

“E se ci iscrivessimo alla gara di Endurance del Mugello?”
Questa è la domanda che si sono posti Emiliano e Matteo, che come vi dicevo prima sono due centauri molto speciali: corrono infatti entrambi con delle protesi, il primo alla gamba destra, il secondo al braccio destro.
La loro passione per le due ruote, la stessa che gli ha portato via gli arti a seguito di un incidente stradale, gli ha regalato una seconda vita, e a sentir loro, migliore di quella precedente.
Perché inseguire e realizzare i propri sogni, soprattutto con gravi menomazioni fisiche come le loro, è un traguardo ancora più importante. Da diversamente disabili.
“Se ce l’abbiamo fatta noi, lo possono fare anche gli altri!”
Grazie a questa determinazione è nato in loro il desiderio di condividere la propria esperienza con ragazzi e ragazze che hanno gli stessi problemi.
Da qui è nata l’idea di creare:
1) una Scuola Guida dedicata anche ai ragazzi diversamente abili che vogliono avvicinarsi o ritornare sulle due ruote;
2) un Team di piloti “speciali", pronto a schierarsi in uno dei principali Trofei Nazionali motoristici nella prossima stagione agonistica;
3)una Onlus, con la finalità di fare prevenzione e formazione sui temi che riguardano la sicurezza stradale, oltre che incentivare lo sport motociclistico per diversamente abili. E fornire assistenza alle persone e alle famiglie che devono affrontare le loro stesse problematiche.

Io ho conosciuto personalmente solo Emiliano, che vi assicuro è una gran persona, ma so che anche Matteo lo è e come tutte le cose c’è bisogno del sostegno di tutti, hanno bisogno anche di voi e probabilmente qualcuno di voi, vorrà correre con loro. 
Per ulteriori informazioni potete andare sulla loro pagina Facebook: https://www.facebook.com/pages/DiDi-Diversamente-Disabili/284173645028823?fref=ts e sostenerli.  Grazie a tutti.

Ale 


sabato 2 febbraio 2013

Protesi: reazioni a confronto


In ortopedia le protesi sono componenti atte a sostituire in parte o completamente un segmento scheletrico del corpo umano (es: un arto, una falange) per cause acquisite come un evento traumatico o per cause congenite, restituendo immagine corporea e funzionalità. (Da Wikipedia) 

Purtroppo, a tutto’oggi in circolazione, c’è molta ignoranza sul mondo degli amputati, di conseguenza sul mondo protesico; la dimostrazione l’abbiamo dal momento in cui, d’estate per ovvi motivi, si esce in pantaloncini e si diventa oggetto dell’attenzione di qualunque persona vi capiti davanti agli occhi, e le possibilità di osservazione e reazione sono sono diverse:
Ci può essere la reazione del “melodrammatico”, tipica reazione di persone che appena ti vedono provano una certa compassione, quasi mettendosi a piangere, per chissà qual motivo poi. Cioè, io capisco che alcuni sono più sensibili di altri, ma se esco felice e contenta in pantaloncini NON METTERMI ANSIA!!!!!!
Ci può essere la reazione “Oddio che impressione” persone che ti guardano con la stessa faccia con cui uno stilista di alta moda guarderebbe la collezione primavera estate del negozietto cinese sotto casa, insomma, la protesi per alcuni pare non essere un oggetto trendy da mostrare ad un vasto pubblico, la protesi non è per molti, ed io in fondo, son contenta di essere fra quei pochi! :)
Esiste anche la reazione del “Passaparola” ciò avviene quando si è oggetto dell’attenzione di una prima persona inserita in un gruppo, che ti vede, e chiama (molto spesso a gran voce, piantando figure di merda colossali) il suo gruppetto di amici, che di conseguenza incuriositi da chissà quale spettacolo, si girano in contemporanea fissandoti dai 10 ai 20 secondi, per poi far partire la conversazione incentrata su di te… ed è in quei casi che il “che cazzo guardi?” mi viene spontaneo!
Ma la reazione che io preferisco è quella del “Fissatore”, il fissatore è la tipica persona che una volta che ti ha visto, non riesce a toglierti gli occhi di dosso, è quello che niente, cascasse il mondo, lui finchè non ti avrà perso di vista continuerà a guardarti come un bambino davanti a Peppa Pig e continuerà a studiarti, chissà poi per qual motivo; delle volte penso che queste persone siano attratte in un modo perverso dalla e chissà quali viaggi mentali si creano in testa.
Insomma, di reazioni atipiche in questi anni ne ho viste molte e sono sicura che  ne vedrò altrettante, so di essere oggetto dell’attenzione di molte persone, come ho detto prima viviamo in un paese dove se sei in qualche modo “diverso” vieni osservato, criticato, ammirato, additato, a volte quando si alza il livello di ignoranza anche deriso, ma il trucco sta nel fregarsene, ed andare sempre fieri ed a testa alta, senza vergognarsi di niente e nessuno, perché a volte ricordatevi che è meglio avere un arto in meno e tanto, ma tanto cervello in più di persone che sono ben fornite fisicamente, ma che ad intelletto, sono messe davvero molto male! :)
Ps. A scopo informativo, sappiate che in America, le persone vanno in giro SEMPRE con le protesi in vista, ma non la protesi ricoperta di spugnone ed estetico come usiamo qua in Italia, ma bensì con le componenti meccaniche ben in vista. 

Pensate gente, pensate. 

Ale 

venerdì 1 febbraio 2013

Pronti, partenza, via...

Eccoci qua, primo post. :)
Allora prima di tutto mi presento, sono Alessandra ho 21 anni anzi ormai quasi 22, e sono nata e cresciuta in un piccolo paesello in provincia di Milano. In tenera età son sempre stata una bambina piuttosto timida e riservata, anche piuttosto paurosa direi... un carattere che però è cambiato con il tempo e con gli eventi, perché credo che siano i fattori che alla fine formano una persona. 
All'età di 15 anni, infatti, mentre tornavo da scuola sono stata vittima di un incidente ferroviario che mi ha portato alla perdita della gamba sinistra all'altezza della coscia, un evento che obiettivamente poteva rovinare la vita di una ragazza nell'età dell'adolescenza, ma vi dico già che così non è stato. :)
Dal momento in cui ho aperto gli occhi dopo l'incidente, ho capito tante cose, ho capito che ero miracolata e che, nonostante io mi sia accorta quasi sull'immediato che un pezzettino di me era andato via per sempre, era il momento di farsi forza, di far uscire quel carattere che magari da piccola non avevo mai fatto uscire, era il momento di reagire! Perché deprimersi e farsi abbattere dagli eventi? ASSOLUTAMENTE NO, sarebbero stati ulteriori problemi, quindi grazie anche all'aiuto dei miei famigliari, dei miei amici e delle meravigliose persone che ho avuto attorno son riuscita a superare davvero alla grande tutto il trauma e ad andare avanti sempre con un gran sorriso, che credo che sia la cosa che aiuta più e che serve ad affrontare le difficoltà di tutti i giorni. 
Faccio le cose che fanno tutte i ragazzi della mia età, vado a lavoro, in palestra, esco con gli amici, vado a ballare e mi diverto, ed è questa la cosa che mi rende più felice (e qui vorrei aprire una piccola parentesi per ringraziare coloro che ogni giorno o quasi mi sopportano, che non mi fanno sentire diversa ma che anzi, mi spronano a far sempre meglio! Non faccio nomi per non fare l'errore di dimenticare qualcuno, ma chi è presente nella mia vita, lo sa e per questo sentitamente ringrazio! :P). 
Non sento nessun tipo di disparità con gli altri miei coetanei, e tutto questo grazie ad una protesi che per quanto al momento non posso dire sia al top della condizione, mi aiuta ad affrontare giorno per giorno la vita quotidiana. 
Da qualche mese ormai, sto collaborando con Daniele Bonacini, ingegnere ed ex atleta paralimpico e con sua sorella Elena, Presidente dell’Associazione You Able Onlus di Milano (ente non profit nato da 6 persone che hanno deciso di costituire un’Associazione, al fine di provvedere alle richieste di intervento ricevute, attraverso programmi di riabilitazione di lungo termine, sostenibili e ben oltre la semplice donazione di ausili). 
Abbiamo bisogno di sostegno e aiuto, abbiamo bisogno che questo blog inizi a girare per far si che più persone possibili vengano a conoscenza che dietro agli amputati c'è un mondo intero da scoprire, che nessuno e dico nessuno si deve vergognare per la condizione in cui si trova, ma che anzi, da ogni minima cosa ne debba ricavare sempre il meglio. 
Voglio e vogliamo essere un punto di riferimento per tutti coloro che ne sentono il bisogno, per qualsiasi dubbio, domanda o perplessità, non esitate a contattarmi. 
La mail è noiamputati@gmail.com 
Io per ora vi saluto e vi do appuntamento al prossimo post. 
(Spero di essere andata bene all'esordio :)) 
A presto 

Ale.